Advertisement

In un’ex miniera il parco fotovoltaico più grande della Toscana

A Cavriglia, in provincia di Arezzo, verrà inaugurato domani il più grande parco fotovoltaico pubblico della Toscana. Il complesso è stato realizzato nell’ex miniera di Santa Barbara, in località Tegolaia e si estende su 30 ettari, di cui 21 occupati dall’impianto di generazione elettrica.

 

Il complesso ha una potenza di 9.969,90 kWp e una produzione annua di 12.609 MWh. Potrà fornire energia elettrica a circa 3.300 abitazioni, per un totale di 12.000 abitanti e garantire a Cavriglia l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili. Grazie al complesso, sorto anche al  fine di riqualificare l’area dismessa, verrà evitata l’emissione di 5.531 tonnellate di CO2 e un risparmio di 2085 tonnellate di petrolio all’anno.

 

I 27 milioni di euro necessari per la realizzazione del parco sono stati stanziati da un consorzio di aziende toscane che lo gestirà nei prossimi 20 anni. Estra srl detiene il 40% e Coop Cellini Prato il 30%. L’energia prodotta sarà anche venduta sul mercato: al Comune di Cavriglia spetterà un canone di concessione annuale, riuscendo così anche a far entrare risorse nel bilancio comunale; i residenti saranno soci nella forma dell’azionariato popolare per il 5% dell’energia prodotta, equivalenti a 500 kWp.

 

(Fonte: Repubblica)

 

Il riscaldamento globale causerà aumento di energia in Europa, ma riduzioni altrove

Alcuni docenti dell’università di Leeds hanno pubblicato uno studio su come il cambiamento di temperatura globale influenzerà le tecnologie solari. Con questo studio gli scienziati dello Yorkshire hanno operato un cambiamento di prospettiva: non hanno cioè indagato su quale sarà l’impatto delle fonti di energia sui cambiamenti climatici, ma si sono chiesti come il cambiamento climatico influenzerà le fonti energetiche a nostra disposizione.

 

Per tecnologie quali fotovoltaico ed energia solare a concentrazione, il paese europeo che godrà di più vantaggi in futuro sarà la Germania. Secondo lo studio, il paese leader solare in Europa si può aspettare che entro il 2080 gli impianti fotovoltaici produrranno il 3% di energia in più rispetto ad oggi. Il potenziale dei pannelli solari a concentrazione aumenterà addirittura del 10%. Anche il Regno Unito vedrà un piccolo aumento del suo potenziale, l’Arabia Saudita e il sud-ovest degli Stati Uniti perderanno invece circa il 4-6% sia per fotovoltaico che per solare a concentrazione.

 

Il motivo dalla diversa reazione delle due tecnologie è che mentre entrambe rispondono bene alla crescente insolazione, solo i pannelli solari a concentrazione rispondono bene anche a temperature in aumento. Infatti il fotovoltaico si mostra più efficiente a temperature non troppo elevate.

 

Rolf Crook, uno dei ricercatori di Leeds, sostiene che il risultato della ricerca dovrebbe rappresentare uno strumento su cui regolare le future sovvenzioni statali all’energia solare: “Abbiamo dimostrato, forse sorprendentemente, che il cambiamento climatico influenzerà positivamente la produzione di impianti fotovoltaici in molte parti del mondo […] Gli incentivi statali svolgono un importantissimo ruolo nella riduzione del costo della tecnologia solare e il loro taglio avrebbe solo effetti negativi”.

 

(Fonte: guardian.co.uk)

 

A Bressanone l’energia del tetto si calcola online

A Bressanone, in Alto Adige, l’EURAC Research ha creato un sistema informativo GIS accessibile a tutti per la visualizzazione e l’analisi di informazioni da dati territoriali applicati all’energia solare. Il sistema è molto intuitivo e offre anche al privato cittadino la possibilità di familiarizzare con il potenziale fotovoltaico relativo al tetto della propria abitazione.

 

Tramite il WebGIS, ogni abitante di Bressanone potrà ora accertare la presenza o no di superfici potenzialmente utili per l’installazione di pannelli fotovoltaici nel territorio cittadino. L’applicazione contrassegna ogni tetto con un colore diverso: dal giallo, all’arancione, al rosso secondo l’adattabilità o meno all’installazione di pannelli solari. I parametri presi in considerazione sono il potenziale d’irraggiamento annuo, che, perché l’impianto risulti vantaggioso, dev’essere superiore a 800 kWh/m²; e il potenziale fotovoltaico di un tetto, vale a dire l’efficienza e l’elettricità producibile annualmente.

 

Anche se questa nuova tecnologia online agevola proprietari di superfici, progettisti e investitori nella prima decisione se installare o no un impianto su un determinato tetto, l’applicazione non prescinde comunque dalla necessità di un sopralluogo eseguito da professionisti.

 

Italia al 30esimo posto della classifica di Germanwatch

L’Italia si piazza solo al trentesimo posto della classifica del rapporto annuale sulle prestazioni climatiche dei paesi con maggiori emissioni di gas serra. Il rapporto, firmato da Germanwatch in collaborazione con Climate Action Network Europe e Legambiente, è stato presentato oggi 05.12.2011 a Durban in occasione della conferenza Onu sul clima.

 

In testa alla graduatoria dei 58 paesi interessati dallo studio ci sono Svezia, Regno Unito e Germania. Le tre nazioni confermano ancora la loro leadership in Europa nell’impegno per il cambiamento climatico. I primi tre posti però simbolicamente non sono stati assegnati; secondo Germanwatch, infatti, nessun paese ha ancora messo in atto politiche climatiche tali da ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica ed è in grado quindi di raggiungere concretamente il fine di contenere il surriscaldamento globale al di sotto di 2°C.

 

Benché l’Italia sia salita in un anno di undici posti nella graduatoria, il trentesimo posto non è decisamente ancora un buon traguardo. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, si augura che l’Italia s’impegni al fianco dei paesi più virtuosi e sottolinea che l’Italia ha fatto sì dei piccoli passi in avanti, ma ha ancora molta strada da fare.

 

La classifica attribuisce un punteggio calcolato in base a tre parametri principali:

    • la tendenza a ridurre le emissioni, che nella classifica pesa per il 50%

 

    • il livello assoluto di emissioni, che pesa per il 30%

 

    • le politiche climatiche, che pesano per il 20%

Per quanto riguarda il trend di riduzione delle emissioni, l’Italia passa dal 21esimo al 18esimo posto; per il livello assoluto di emissioni dalla 29esima alla 27esima posizione; grazie alle politiche climatiche nazionali, in particolare concernenti lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, dalla 58esima alla 49esima posizione.

 

Il risultato dell’Italia è poco edificante anche in confronto agli altri 27 paesi membri dell’Unione europea, il bel Paese si trova infatti appena in 16esima posizione. Secondo Cogliati Dezza: “Siamo ancora indietro rispetto ai maggiori paesi europei, un divario da colmare al più presto, soprattutto ora, di fronte alla drammatica crisi in corso. Potenziare la green economy significa anche investire nelle tecnologie pulite e a basso contenuto di carbonio, rilanciando così lo sviluppo economico e la performance climatica del paese. Un primo segnale forte deve essere dato a Durban sostenendo l’Europa per rinnovare il protocollo di Kyoto e giungere a un nuovo accordo globale entro il 2015”.

 

(Fonte: Legambiente)

 

Due esempi di comunità solari in Italia

La trasmissione di Radio3 “Radio3 Scienza” del 01.12.2011 ha dato spazio a due esperienze di comunità solari in Italia. I due esperimenti riguardano piccoli territori e inizieranno il prossimo anno. Il fine è quello di produrre autonomamente energia da fonti rinnovabili ed affrancarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili.

Il primo dei due esperimenti è avvenuto nel Salento, a Melpignano, una piccola cittadina di circa 2.000 abitanti equivalenti a 500 nuclei familiari.

La comunità solare di Melpignano è una comunità locale di liberi cittadini che coinvolge un centinaio di famiglie. Il referente dell’attività è il docente di fisica della materia dell’Università del Salento Lorenzo Vasanelli. L’interesse per il fotovoltaico è sempre stato presente nella piccola comunità pugliese, visti anche i generosi incentivi del Conto Energia. Lo scoglio dell’investimento iniziale aveva però sempre fatto desistere il singolo dall’acquisto. Per questo è stato creato il modello della cooperativa di cittadini. La comunità è divenuta tanto grande che il suo statuto di regole è stato firmato in piazza in un’assemblea pubblica.

 

L’investimento della comunità solare funziona così: alla cooperativa spetta il compito di trovare i finanziamenti – cosa che per una comunità è più facile rispetto al singolo che ha maggiori difficoltà di accesso al credito – il cittadino fitterà quindi alla cooperativa il suo tetto (in Salento più propriamente si parla di terrazzo), riceverà in cambio l’energia prodotta, mentre l’incentivo del Conto Energia andrà alla cooperativa che ammorterà così in qualche anno l’investimento iniziale. Gli utili verranno poi reinvestiti in servizi sociali sul territorio.

 

L’altra comunità solare invece si trova al nord, a Casalecchio di Reno, un comune di circa 35.000 abitanti, vicino a Bologna. La referente è Beatrice Grasselli, assessore all’ambiente del comune.

 

In questo caso non si tratta di un’iniziativa di liberi cittadini e l’amministrazione comunale è l’attore principale. Il progetto è quello di formare un sistema integrato di gestione dell’energia aperto a cittadini e imprese al fine di  installare 655 kWp di potenza su 18 edifici pubblici come scuole, piscine, palestre e municipio per un totale 4.600 metri quadrati. Questi impianti fotovoltaici verranno chiamati “piattaforme solari di quartiere”.

 

Dei 655 kWp installati, 435 kWp saranno utilizzati per ridurre l’importo della bolletta comunale dell’energia elettrica, mentre 230 kWp avvieranno la cooperativa solare di cittadini. Il comune ha già creato un bando per trovare un investitore, nel frattempo si è affiancato a tecnici dell’università di Bologna per avere dati precisi sui consumi e distribuzione dei consumi sul territorio. Ogni cittadino dal canto suo deve fare un calcolo dei suoi consumi annui domestici attraverso consulenti comunali. Con una quota d’iscrizione di circa 100€ annui si viene registrati alla comunità. La somma delle quote sarà la base su cui si finanzierà la cooperativa solare.

 

A progetto avviato gli iscritti alla cooperativa potranno usufruire di incentivi per tutte le operazioni volte a migliorare l’impatto con l’ambiente, come cambio degli infissi o passaggio ad auto a metano.

 

La campagna adesioni inizierà a febbraio.

 

Advertisement

Non perderti le novità

Piaciuto l’articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le notizie sul mercato fotovoltaico!

I dati saranno trattati nel rispetto privacy.