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Parametri europei di incentivo per il fotovoltaico

I Feed-in tariffs sono gli incentivi su ogni KWh di elettricità generata da una fonte di energia rinnovabile. Anche se questa legge assume diversi nomi a seconda del paese europeo in cui ci si trova (in Italia abbiamo il Conto Energia), l’idea si è rivelata la leva politica più efficace per stimolare lo sviluppo di tecnologie che utilizzano fonti di energia rinnovabile e in generale per incentivare l’investimento in questo settore.

 

I Feed-in tariffs permettono di connettere le risorse di energia come il fotovoltaico con la rete di energia elettrica tradizionale e allo stesso tempo chiariscono quanto e per quanto tempo il titolare dell’impianto di energia rinnovabile verrà pagato per l’elettricità prodotta. Per molti paesi (come l’Italia) gli incentivi hanno una durata di 20 anni.

 

Austria

 

Belgio

 

Bulgaria

 

Francia

 

Germania

 

Grecia

 

Inghilterra

 

Italia

 

Portogallo

 

Repubblica Ceca

 

Romania

 

Slovacchia

 

Spagna

 

Energia solare in Slovacchia

Solo fino a qualche anno fa l’energia solare fotovoltaica in Slovacchia non svolgeva alcun ruolo significativo nell’economia del Paese. Nel 2010 d’un tratto il mercato fotovoltaico subisce una crescita notevole, più o meno costante fino al 2011. Con una potenza installata da 200 a 300 MWp ad oggi la Slovacchia si piazza tra i Paesi europei più importanti per il settore (vgl. EPIA).

L’enorme crescita del mercato è dovuta certamente all’introduzione nel 2009 di incentivi statali per energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabile. La legge 309/2009 garantisce per l’energia da fonte solare una retribuzione a tariffa fissa per kWh prodotto per un periodo di 15 anni.

Finora tutti gli impianti con una potenza fino a 125 MWp avevano diritto a usufruire delle retribuzioni Feed-in. Con il nuovo emendamento del 1 Aprile 2011, invece, l’incentivo non viene più garantito per gli impianti con un potenza sopra i 100 MWp installati dopo il 1 febbraio 2011.

Anche le tariffe hanno subito forti cambiamenti: il loro ammontare viene ora stabilito di anno in anno dall’Ufficio per la Regolamentazione delle Industrie di Rete  slovacco (URSO). Nel 2010 la tariffa prevista per kWh prodotto da energia solare era intorno ai 0,38€ (Decreto 2/2010 § 6c, Art. 13b, in originale). Le tariffe attuali invece sono decisamente diminuite: gli impianti fotovoltaici che sono stati allacciati alla rete tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2011 ricevono una tariffa di circa 0,259€/kWh; tutti gli impianti entrati in funzione dopo il 1 gennaio 2012 riceveranno 0,194€/kWh (fonte: nhp.de, in tedesco).

Oltre agli incentivi a tariffa Feed-in ci sono anche incentivi sui contributi. In Slovacchia viene sempre corrisposta per legge una tassa sul consumo di energia elettrica, invece l’elettricità da fonti rinnovabili non è soggetta a tassazione.

Energia solare in Romania

In Romania lo strumento di incentivo principale per lo sviluppo delle energie rinnovabili è regolato da un meccanismo di quote obbligatorie di certificati. I cosiddetti certificati verdi funzionano come titoli negoziabili che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e sono utilizzabili per adempiere al vincolo statale di immissione nel sistema elettrico di una quota di energia pulita oppure di vendere tale quota ad un soggetto a sua volta tenuto per legge ad acquistarla.

In Romania questa forma di incentivo è entrata in vigore il 19.10.2011. Sia i fornitori che produttori di energia elettrica sono tenuti a presentare una quota precisa di certificati verdi per elettricità prodotta secondo l’art. 8 par. 1 della legge 220/2008. I certificati vengono rilasciati ai produttori di elettricità da fonte rinnovabile e sono variabili secondo l’art. 6, 10 della legge 220/2008. L’ammontare degli incentivi corrisponde al prezzo che i certificati hanno sul mercato. Per il periodo che va dal 2008 al 2025 il costo di transazione dei certificati verdi oscilla tra un valore minimo di 27€ e un valore massimo di 55€ a certificato.

Le quote corrispondono ad una precisa percentuale della quantità di energia venduta. Qui di seguito le percentuali corrispondenti all‘anno in cui si è prodotta energia:

2011 10%
2012 12%
2013 14%
2014 15%
2015 16%
2016 17%
2017 18%
2018 19%
2019 19,5%
2020-2030 20%

Per l’energia solare ogni MWh di elettricità prodotta corrisponde a 6 certificati. Se un produttore o un distrubutore di energia non raggiunge la quota annuale prevista per legge è obbligato a corrispondere il controvalore del certificato non acquistato per un prezzo maggiorato di 110€ a certificato. Questo valore viene altresì adattato ogni anno sull’indice di consumo in Romania dall‘ANRE, l’autorità nazionale che regola il consumo di energia.

(Fonte: res-legal.de)

Energia solare in Bulgaria

Nonostante la Bulgaria abbia una radiazione annuale del proprio suolo molto favorevole, fino ad oggi il paese non poteva contarsi tra quelli con un’economia rilevante nel settore del fotovoltaico. Oggi il mercato solare bulgaro comincia a diventare più interessate per gli investitori, soprattutto stranieri. Con la revisione della legge del 2007 sulle fonti di energia rinnovabili e le biomasse sono stati superati alcuni ostacoli per lo sviluppo del settore, soprattutto perché le tariffe incentivanti, in confronto al resto d’Europa, sono relativamente alte.

La Zakon za vazobnovjaemite i alternativnite energijni iztochnici i biogorivata, la legge che regola gli incentivi alle fonti di energia rinnovabile, è entrata in vigore la prima volta il 19 giugno 2007 ed è stata rivista all’inizio del 2011. La legge stabilisce sovvenzioni a tutte le tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili; l’elettricità prodotta da fotovoltaico riceve incentivi a tariffa fissa per un periodo di 20 anni.

Le tariffe subiscono annualmente una riduzione in base ad una percentuale stabilita per legge. Al 30 giugno di ogni anno, infatti, le tariffe vengono ridefinite dall’autorità energetica preposta. La vecchia versione della legge stabiliva che la riduzione annua non superasse mai il 5%, nella nuova versione questo punto è stato eliminato

Le tariffe attuali sono state rese note il 20.06.2011 e sono applicabili a tutti quegli impianti che sono stati o verranno allacciati alla rete tra il 1. luglio 2011 e il 30. giugno 2012:

  • Impianti fino a 30 kWp su edifici e facciate ricevono 605,23 BGN/MWh; 309,45€/MWh
  • Impianti da 30 kWp a 200 kWp su edifici e facciate: 596,50 BGN/MWh; 304,99€/MWh
  • Impianti da 200 kWp a 1.000 kWp su edifici e faccaite: 583,77 BGN/MWh; 298,48€/MWh
  • Impianti fino a 30 kWp su terreno: 576,50 BGN/MWh; 294,76€/MWh
  • Impianti da 30 kWp a 200 kWp su terreno: 567,41 BGN/MWh; 290,11€/MWh
  • Impianti al di sopra dei 200 kWp su terreno: 485,60 BGN/MWh; 248,28€/MWh

Quanto manca al raggiungimento della grid parity?

L’industria delle energie rinnovabili affronta una difficile sfida nel tentare di persuadere governi e consumatori che, quando si tratta di produrre energia elettrica, il loro settore dovrebbe essere favorito rispetto all’industria dei combustibili fossili. Per realizzare quest’obiettivo in un periodo di instabilità economica come quello in cui ci troviamo, ci vorrebbero delle politiche coraggiose che mostrino la volontà dei governi di tenere in piedi, con finanziamenti e sovvenzioni, un’ industria nascente tanto promettente.

 

Il recente annuncio da parte del governo inglese di ridurre drasticamente le tariffe feed-in per riuscire a rilanciare l’industria solare nel Regno Unito ha causato costernazione in tutto il settore delle rinnovabili.

 

Certamente l’industria del solare avrebbe una vita molto più facile se potesse proclamare la grid parity: il momento cioè in cui l’elettricità prodotta costa quanto l’energia elettrica generata da combustibili fossili. Il momento previsto per l’avvenuta parità è, naturalmente, oggetto di molte speculazioni. I calcoli sono ancora più difficili se i governi continuano a mandare messaggi contraddittori al settore.

 

In Inghilterra, l’anno scorso, the Guardian ha ospitato un dibattito acceso tra George Monbiot e Jeremy Leggett di Solarcentury. Nel corso del dibattito, Leggett ha accettato la proposta di Monbiot che chiedeva di scommettere 100 sterline se la previsione di Leggett si fosse rivelata sbagliata e cioè che l’energia solare fotovoltaica per uso residenziale nel 2013 sarebbe stata più conveniente di quella elettrica “convenzionale”.

 

Un calcolo recente, ad esempio, predisse che il 2018 sarebbe stata la data più probabile per il raggiungimento della grid parity nelle nazioni con maggiore irradiamento solare del suolo.

 

(Fonte: the guardian, 17.11.2011)

 

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