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Energia solare in Portogallo

In Portogallo è uno dei paesi d’Europa con le migliori condizioni geografiche per l’utilizzo di fonti solari. Il Paese dispone infatti di un numero medio di ore di sole variabile tra le 2200 e le 3000 sul continente e tra le 1700 e le 2200 rispettivamente sull’arcipelago degli Azores e di Madeira. La media annuale di irraggiamento del suolo è di 1,5MWh/kW all’anno.

Nonostante la posizione geografica estremamente favorevole, il mercato fotovoltaico nel Paese è rimasto per anni relativamente indietro. La potenza cumulata è appena sotto i 130 MWp e nel 2010 erano stati installati appena 16MWp, installazioni queste, che erano compimenti di progetti avviati nel 2009 (fonte: EPIA).

La nuova legislazione in vigore da ottobre 2010 per piccoli impianti e da marzo per impianti di grandezza media offre però nuove possibilità per il settore. Sono state introdotte infatti delle tariffe incentivanti (Tarifas feed-in) per la durata di 15 anni con una riduzione fissa del 7% ogni anno. La tariffa incentivante è calcolata grazie a una formula che si basa su fattori come potenza e energia prodotta. Le formule con le rispettive possibilità di pagamento per I diversi tipi di impianti sono state riviste e sono regolamentate dal DL 225/2007.

La legge DL 225/2007 prevedeva le seguenti tariffe (fonte: evaluation 2009):

  • 0,447€/kWh per impianti FV con potenza minore a 5kWp
  • 0,317€/kWh per grandi impianti
  • Tariffa speciale per impianti integrati: 0,469€/kWh per piccoli impianti e 0,354€/kWh per gli impianti sopra i 5kWp

La legge distingue due regimi di produzione:

  • regime generale: applicabile ad ogni tipo di fonte di micro-produzione e limitato a 5.75kWp di potenza (la tariffa feed-in è definita annualmente dal regolatore nazionale di energia)
  • regime speciale: applicabile esclusivamente a fonti rinnovabili: solare FV, eolico, idreoelettrico, biomasse, limitato a 3.68kWp di potenza

Al fine di limitare la crescita esponenziale del settore in futuro, è previsto un sistema di tetti multipli di 20 MWp all’anno per piccoli impianti, e di 50MWp per gli impianti medio-grandi. Il DL 34/2011 stabilisce regole precise riguardo alla produzione di elettricità da parte di piccoli impianti i quali non devono avere una produzione di energia non superiore a 250 kW (fonte: res-legal.de). La potenza installata per I piccoli impianti è limitata al 50% della quantità di consumo definita nel contratto della vendita di elettricità (art. 3, DL 34/2011).

Per integrare il fotovoltaico nella rete tradizionale, il governo sta adottando anche una politica di incentivazione delle aste pubbliche. A novembre 2010 è stata indetta un’asta per finanziare fino a 75 impianti per una potenza di 2 MWp ciascuno e 5 impianti solari a concentrazione di 1 MWp capaci di produrre una capacità di 155 MWp. L’azienda che fa l’offerta migliore si accorda con il governo o con un ente pubblico sul prezzo per installare l’impianto. Nel 2013 potrebbe essere indetta una nuova asta, ma non è stata ancora stabilita la data. (fonte: EPIA).

L’ energia solare ha un enorme potenziale di crescita nel prossimo decennio anche in Portogallo, il ministero dell’economia portoghese si è prefissato un obiettivo di 1.500 MWp di potenza installata per il 2020.

Energia solare in Spagna

Il territorio spagnolo si presta benissimo all’installazione di impianti solari fotovoltaici grazie all’irradiamento favorevole del suo suolo. Gli investitori del fotovoltaico in Spagna guardano soprattutto per questo con interesse agli sviluppi, anche legislativi, del settore.

Anche in Spagna la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è promossa da un sistema di incentivi con tariffe fisse. Gli incentivi per il fotovoltaico sono stati introdotti la prima vota nel 2004 con un Real Decreto (RD 436/2004). L’obiettivo di questi incentivi, come definito nel Plan de Energías Renovables 2005-2010, era quello di raggiungere entro il 2010 un livello di produzione di energia da fonti rinnovabili equivalente al 12,1 % della domanda energetica del Paese. Con il Plan de Energías Renovables 2011-2020 il Paese si era prefissato poi di raggiungere il 22,7 % dell’energia prodotta entro il 2020.

I parametri da seguire per la produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabile erano stati ridefiniti dopo il 2004 dal Real Decreto 661/2007 del 25 maggio. Con questa nuova legge, a differenza di altri paesi europei, in Spagna i proprietari di un impianto solare fotovoltaico hanno la possibilità di scegliere tra due opzioni: o beneficiare delle tariffe incentivanti che cambiano di anno in anno, oppure decidere di vendere l’elettricità prodotta a prezzo di mercato, usufruendo in tal modo di un bonus.

Gli impianti fotovoltaici registrati prima del 29.09.2008 usufruiscono di tariffe fisse per 28 anni:

  • Per i primi 28 anni le tariffe oscillano tra 0,2481 a 0,4755€/kWh, a seconda della grandezza dell’impianto
  • Dal 29° anno in poi (solo per impianti con potenza MW>10 e MW≤50) la tariffa è fissa di 0,19851€/kWh (fonte: res-legal.de)

Con il Real Decreto 1578/2008 del 26 settembre viene stabilita una nuova regolamentazione degli incentivi al fotovoltaico basata su un meccanismo di quattro richiami annuali con tariffe variabili a seconda del risultato del richiamo precedente. Per gli impianti fotovoltaici registrati dopo il 29.09.2008 sono stati ridefiniti anche i limiti di potenza proprio perché nuove condizioni vengono dettate ogni trimestre a seconda dello sviluppo del settore (art. 5 RD 1578/2008, allegato III RD 1578/2008).

Il RD 1578/2008 suddivide gli impianti in due gruppi principali con tariffe diverse:

  • Impianti integrati in edifici con potenza inferiore a 20 kWp ricevono incentivi di 0,34€/kWh, per gli impianti sopra i 20 kWp la tariffa è di 0,31€/kWh.
  • per gli impianti non integrati fino a 10MWp di potenza nominale la tariffa è di 0,32€/kWh. (fonte: res-legal.de)

Gli incentivi vengono elargiti nel corso dell’intero periodo di funzionamento dell’impianto. Il pagamento inizia nel giorno dell’entrata in funzione. Viene poi ridotto dopo un periodo di funzionamento definito da una legge statale. Gli impianti registrati dopo il 29.09.2008 vedono ridotti gli incentivi dopo 25 anni (art. 11 RD 1578/2008).

Il Real Decreto RD 1003/2010 entra in vigore il 6 agosto 2010 e interessa tutti gli impianti fotovoltaici in funzioni con le leggi precedenti (RD 661/2007 o RD 1578/2008). Si è vista la necessità di un nuovo decreto più rigoroso perché la commissione nazionale per l’energia (CNE) ha rilevato che molti impianti beneficiavano delle tariffe del vecchio DR 661/2007 benché fossero entrati in funzione dopo il 30.09.2008. Con il nuovo decreto vengono introdotte nuove legislazioni per dimostrare l’esatta data di entrata in funzione dell’impianto. Con scadenza massima di 2 mesi dalla messa in funzione il proprietario dell’impianto deve provare di essere in possesso della dotazione tecnica necessaria per legge alla produzione di energia.

Qui una suddivisione schematica delle tariffe attualmentevigenti in Spagna.

Crisi, debito e nuove energie

L’esecutivo UE ha annunciato in questi giorni il suo piano per utilizzare 9 miliardi di euro dal bilancio europeo del 2014-2020 per l’aggiornamento dell’infrastruttura energetica dell’Europa. Si teme però che gran parte della cifra verrà destinata ai gasdotti dal Caspio e solo una parte residuale alle smart grids delle fonti rinnovabili. Che la tendenza vada a favore del gas è particolarmente evidente nei corridoi prioritari proposti (la maggior parte dei 12 progetti prioritari sono stanziamenti per gasdotti e oleodotti), ben 4 sono relativi al gas e solo uno è interamente dedicato alla trasmissione di energia rinnovabile.

 

I dati di fine estate 2011 rivelano che la potenza totale degli impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili ha superato i 30 GWp. Il 75% dei nuovi impianti entrati in servizio nel 2010 è alimentato da fonti di energia rinnovabili e queste hanno prodotto energia elettrica pari a poco meno di 77 miliardi di chilowattora. Appare perciò stano che la politica energetica ora riproponga il carbone e si riconcentri sul gas. Sui costi troppo alti del metano sul mercato italiano si discute da sempre, ma è evidente che il rialzo delle commodity energetiche è in gran parte effetto della speculazione da parte degli operatori del mondo della finanza. Il sole invece è una fonte diretta che si sottrae alla speculazione e ha come conseguenza naturale meno inquinamento e più occupazione per tutti. È difficile speculare sul sole. Gli incentivi per il suo sviluppo sono divisi in migliaia di impianti (710 milioni di euro è stata la spesa totale nel 2010), tendono alla distribuzione, non alla concentrazione e costituiscono un investimento.

 

L’utilizzo dell’energia solare implica forse per gli Stati un cambio di logica economica, ma proprio per questo deve essere perseguita. Una nuova logica che guarda con fiducia alla green economy e persegue un sistema di sviluppo sostenibile che non vuole eccedere in consumi, ma che preferisce sentirsi parte di una biosfera il cui equilibrio non vuol essere minacciato da speculazioni economiche contingenti.

 

(fonte: ilfattoquotidiano.it)

 

Il Marocco ospiterà la prima centrale solare per un valore di 400 miliardi di euro

Un immane progetto che coinvolge energia solare ed eolica si estenderà sull’Africa settentrionale e sul Medio Oriente ed entro il 2050 potrebbe essere utilizzato per ricoprire il 15% del fabbisogno europeo.

 

La Desertec Industrial Initiative (DII), una coalizione di compagnie che include tra le altre E.ON, Siemens, Munich Re e la Deutsche Bank,  ha annunciato, nella conferenza annuale tenuta in Cairo mercoledì scorso, che la costruzione verrà iniziata il prossimo anno e riguarderà un primo progetto di 500MWp. L’ubicazione precisa del progetto deve essere ancora definita ma si immagina che si troverà nelle vicinanze del deserto di Ouarzazate e interesserà 12 chilometri quadrati di territorio.

 

Secondo Paul Van Son, direttore esecutivo di Desertec, il progetto rappresenta un doppio vantaggio, sia per l’Europa che per il nord Africa, Van Son aggiunge che è stata la primavera araba a rendere possibile l’interrogativo sull’opportunità di un progetto energetico proprio nell’Africa settentrionale. Le trattative con il governo tunisino sulla possibile realizzazione del progetto sul territorio sono ancora in corso. Si pensa poi all’Algeria, vista la sua prossimità alla rete energetica europea. Si prevede che Libia, Egitto, Turchia, Siria e Arabia Saudita si uniranno al progetto a partire dal 2020.

 

A dominare la scena durante la conferenza à stata senza dubbio la Germania che ha portato così fisicamente in scena il suo contributo alla decisione recentemente presa dal governo tedesco di porre fine alla produzione di energia nucleare nel Paese. Jochen Homann, segretario di Stato per l’economia e la tecnologia, ha detto alla conferenza che il suo ministero ha intrapreso riforme importanti in campo energetico e, a questo scopo, Desertec rappresenta una grande opportunità per il Paese. Homann si è prefisso il traguardo di 80% di energia ricavata da rinnovabili entro il 2050. Il Segretario ha posto altresì l’accento sul fatto che debbano esserci la condizioni adatte al fine di garantire il mantenimento a lungo termine di una politica sostenibile. Ha affermato che dovrà esserci una liberalizzazione dei mercati energetici per le regioni del nord Africa e che gli altri Paesi europei devono necessariamente fare la loro parte nel progetto.

 

Hassan Younes, Il ministro dell’energia e dell’elettricità, ha affermato che l’Egitto pensa di partecipare e prevede che si raggiungerà la potenza di 1,000MWp installati sul Golfo di Suez per il 2016, da aggiungere ai 150MWp dell’impianto ibrido gas-solare attivato a 100km a sud del Cairo all’inizio di quest’anno.

 

Alla conferenza è stato poi mostrato un video promozionale a dimostrazione che la rete energetica solare ed eolica sulla regione nord africana può giocare un ruolo importante al fine ridurre il livello di disoccupazione delle giovani generazioni della Regione.

 

Il progetto Desertec ha riscosso molto successo in Germania, anche da parte della cancelliera Angela Merkel. Molti critici però contestano il fatto che  non sia stato provata con certezza la possibilità di trasmettere efficacemente energia dall’Africa all’Europa e che il progetto milionario non rientra nel piano energetico del paese.

 

La OGN Germanwatch sostiene che debbano essere in primo luogo i paesi africani a sfruttare I vantaggi del progetto, e gli stessi rappresentanti di Desertec hanno affermato che l’energia prodotta dall’enorme impianto dovrà prima essere utilizzata per il fabbisogno dei nordafricani per poi venire esportata. Andree Böhling infine, esperto energetico a Greenpeace Germany, ha affermato: “Bisogna evitare che le aziende europee mettano le mani sulle risorse locali, a questo scopo seguiremo con attenzione il progetto”.

 

(Fonte: guardian.co.uk)

 

Energia solare nella Repubblica Ceca

Nella Repubblica Ceca è stata emanata nel 2005una legge per l’incentivo della produzione di energia solare da fonti di energia rinnovabile che garantisce una tariffa fissa per l’elettricità prodotta da fonti di energia rinnovabili per la durata di 20 anni. Eccezione fanno le fonti di energia idroelettrica che ricevono incentivi per 30 anni.

Il proprietario di un impianto che genera energia da fonte rinnovabile ha ogni anno due possibilità: o ricevere gli incentivi in base a tariffe fisse erogate per kWh prodotto o munirsi dei cosiddetti certificati verdi. La tariffa premio dei certificati verdi viene elargita al produttore sulla normale tariffa di mercato dell’elettricità, possono ottenere il buono anche proprietari di impianti che utilizzano l’elettricità prodotta esclusivamente per autoconsumo (fonte: zakon 180/2005).

Le entrate dalla produzione di elettricità da fonte fotovoltaica non devono essere dichiarati nella dichiarazione dei redditi, a questo fine è stato approntato nella Repubblica Ceca un incentivo fiscale a sé.

Il settore fotovoltaico è stato notevolmente incentivato con l’entrata in vigore di questa legge. A seconda della grandezza, gli impianti con una potenza fino a 30 kWp ricevevano una tariffa di 12,89 corone e impianti con potenza superiore a 30kWp 12,79 corone per ogni kWh prodotto, che corrispondono a circa 0,50€ (fonte: foerderung-photovoltaik.de; in tedesco).

Per questo la Repubblica Ceca ha sperimentato nel 2009 e nel 2010 una forte crescita del settore; il numero degli impianti sono aumentati da 1.475 unità nel 2008 a 12.861 nel 2010 (fonte: gtai.de; in tedesco). Nel 2010 la Repubblica Ceca era così, dopo Germania e Italia, il terzo produttore del settore in Europa.

Ad oggi sembra che la crescita del fotovoltaico si sia del tutto arrestata. Alla fine del 2010 gli incentivi alla produzione di energia fotovoltaica sono stati drasticamente ridotti. Il governo ceco ha infatti introdotto una tassa retroattiva su tutti gli impianti in funzione installati negli anni 2009 e 2010 (eccezione fanno gli impianti su edificio e integrati in facciata con una potenza fino a 30 kWp). Lo Stato esige il 26% sulle rendite delle tariffe fisse erogate per kWh e il 28% sui certificati verdi. Allo stesso tempo le tariffe per kWh nel 2011 sono state drasticamente ridotte e poi annullate definitivamente. Dal 1 marzo 2011 vengono incentivati con 7,50 corone (l’equivalente di 0,31€) solo i piccoli impianti su tetti e integrati in facciata fino a 30kWp (fonte. exposolar).

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