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Il governo spagnolo fissa la tariffa per il fotovoltaico

Secondo il quotidiano Negocio il Ministero dell’Industria e del Turismo ha pubblicato le tariffe che entreranno in vigore per i nuovi impianti al richiamo del primo trimestre del 2012. Nell’articolo si anticipa che il prezzo da fornire per gli impianti fotovoltaici su terreno (il cosiddetto “tipo II” di impianti) è sceso a 0,1217€/kWh.

 

È significativo secondo Negocio che il governo in carica, che pure non sembra voler scommettere sull’industria del solare, abbia collocato il prezzo al di sotto dei 0,14€/kWh, al di sotto cioè della tariffa di ultimo ricorso (TUR). Ricordiamo che la Tarifa de Último Recurso è una misura di carattere sociale entrata in vigore dal 1 luglio del 2009. Si tratta di un congelamento della tariffa dell’elettricità vigente fino al 2012 e si calcola che ne beneficino almeno 20 milioni di spagnoli.

 

Con questi dati secondo il quotidiano è più facile portare a termine il Real Decreto che regola l’autoconsumo. Invece di pagare i 14 centesimi previsti attualmente per la TUR, il proprietario dell’impianto potrà risparmiare in pratica 2 centesimi per ogni kWh che consuma. Secondo il Negocio la bozza del progetto del Real Decreto si trova attualmente alla Commissione Nazionale dell’Energia che pubblicherà la sua perizia in proposito.

 

La bozza stabilisce un sistema applicabile alla cogenerazione e a qualunque tipo di energia rinnovabile con potenza minore di 100 kWp. Considerando che la media di consumo di una famiglia sono 4-5 kWp, il sistema si potrà estendere anche alle piccole industrie. Con questi incentivi le industrie più avvantaggiate sono la fotovoltaica e la minieolica. Secondo la bozza per l’industria si opta per un sistema di bilancio netto del quale usufruiscono tutti i kWh consumabili nel momento in cui vengono generati e anche quelli che non si possono consumare istantaneamente e che vengono immessi nella rete per utilizzarli in un secondo luogo. Questa opzione si chiama consumo differito e permette di accumulare l’energia per 12 mesi e permette così di compensare i mesi buoni con quelli meno buoni.

 

Nasce la Spa “Officinae Verdi”

Diventare autoproduttore di energia e contribuire significativamente alla riduzione degli sprechi energetici e delle emissioni di CO2 si può. Lo sostiene la nuova Spa Officinae Verdi, una Energy-Environment Service Company, partecipata daUniCredit, fondazione Wwf e Solon che offre prodotti e servizi integrati su efficienza energetica ed energie rinnovabili.

La società è la prima nel suo genere in Europa ed è stata presentata il 22 novembre a Pescara, nel corso di una conferenza stampa, dall’amministratore delegato Giovanni Tordi. Grazie a soluzioni altamente sostenibili per l’autoproduzione di energia, Officinae Verdi si propone di ridurre le emissioni di CO2 e di sviluppare un nuovo modello energetico sostenibile di generazione distribuita denominato Energia a Km Ø. Oltre a questo si prefigge di far risparmiare dal 35% all’80% della bolletta elettrica.
La società si rivolge sia a grandi aziende che a famiglie e piccole e medie imprese. Partirà in via sperimentale nelle regioni Abruzzo, Lazio e Sardegna, per estendersi su tutto il territorio nazionale dal marzo prossimo.

Google abbandona il progetto “Energia rinnovabile”

Google abbandona l’iniziativa Renewable Energy Cheaper than Coal (“Energia rinnovabile più economica del carbone” conosciuta anche con la sigla RE) cominciata nel 2007. Il fine dell’iniziativa era quello di abbassare i costi delle rinnovabili, incentivare lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica e renderla quindi più economica e più accessibile a tutti.

 

L’annuncio della decisione di abbandonare è stato dato sul blog ufficiale di google. Il gigante del web ha dovuto rinunciare, oltre a questo, anche ad altri sette progetti, compreso quello per lo sviluppo di una nuova enciclopedia online (che si sarebbe dovuta chiamare Knol) elaborata sul modello di Wikipedia.

 

Nel comunicato si elencano i traguardi raggiunti finora da nel settore delle rinnovabili e gli investimenti fatti in aziende con tecnologie all’avanguardia. Vengono citati per il fotovoltaico Brightsource Energy  ed eSolar .

 

Questa decisione arriva in un momento in cui google si trova a dover fare i conti con la forte concorrenza di Apple e Facebook: ”Siamo in procinto di arrestare un certo numero di progetti che non hanno avuto l’impatto che speravamo”, si legge sul blog, “Altre società sono meglio posizionate sul mercato per approfondire le ricerche in materia di rinnovabili e svilupparle”.  E ancora: “Anche per quanto riguarda la ricerca nel settore delle energie rinnovabili non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati inizialmente, pur continuando a voler investire in questo settore così strategico per il futuro dell’economica globale e del pianeta”.

 

Nel comunicato si specifica che google continuerà a sostenere le energie rinnovabili. Il colosso ha infatti intenzione di investire ancora 850 milioni di dollari per il sostegno delle energie pulite e in generale nella ricerca di tecnologie per abbassare i consumi e ridurre gli inquinanti nell’atmosfera. Google si prefigge ad esempio di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dei suoi centri elaborazione dati e dei suoi impianti in tutto il mondo.

 

Energie senza bugie – costi e benefici delle fonti rinnovabili

Il dossier “Energie senza bugie: costi e benefici delle rinnovabili” è un documento realizzato dall’associazione APER e pubblicato nel novembre 2011. Lo studio è volto a sensibilizzare i consumatori sul reale ruolo che le energie rinnovabili hanno sul mercato. Al settore delle rinnovabili, infatti, si guarda a volte infondatamente con scetticismo. Il dossier analizza gli incentivi per chi fornisce energia elettrica da fonti rinnovabili e l’impatto economico e sociale che avrà il raggiungimento degli obiettivi europei fissati per il 2020.

 

A sostegno di questo voluminoso e dettagliato documento per gli addetti ai lavori, APER ha anche messo a disposizione un pieghevole, agile e comprensibile a tutti, che riporta i fatti e i numeri dell’industria delle rinnovabili. In otto punti si chiariscono i costi che il raggiungimento degli obiettivi ambientali comporterà per gli italiani; si fanno utili paralleli tra l’effettivo costo delle rinnovabili per lo Stato e altre spese o tasse a cui gli italiani vengono regolarmente sottoposti, ma di cui la maggior parte della gente non è a conoscenza; si chiarisce quanto è costato e ancora sta costando il mai avviato nucleare al Paese; si quantifica l’opportunità delle rinnovabili in prospettiva occupazionale e di indipendenza energetica ed economica.

 

Due documenti pratici e dettagliati che gettano luce su un settore che sta richiamando l’attenzione di tutti i mercati mondiali e nel quale si prevede verranno investiti entro il 2020 oltre 70 miliardi.

 

Nuove prospettive per le energie rinnovabili in Spagna

In Spagna si intravedono migliori prospettive per il settore delle energie rinnovabili grazie al cambio di governo avvenuto domenica 20 novembre 2011.

 

Il quotidiano Negocio riporta il parere di Eduardo Montes, presidente dell’associazione spagnola dell’industria elettrica Unesa, il quale ha suggerito al nuovo primo ministro Mariano Rajoy di mettere al primo posto della lista delle priorità del prossimo governo la riforma del settore elettrico. Montes insiste nella necessità di cambiare il recentemente approvato piano di energie rinnovabili (PER) che, a suo giudizio, contribuisce a far crescere ulteriormente i costi per le famiglie e il deficit di tariffa, la differenza cioè tra quello che paga il consumatore nella bolletta e il costo riconosciuto dalla compagnia elettrica. In Spagna infatti è stata attuata in questi anni una politica di “congelamento” della tariffa della luce schivando i costi reali dell’energia. Questo ha generato un debito statale con le imprese elettriche.

 

Unesa confida nella forza del Partito Popolare di prendere presto importanti decisioni in campo energetico grazie alla maggioranza assoluta ottenuta domenica scorsa, Montes ha affermato, infatti: “Mi sembra una cosa positiva la maggioranza che ha ottenuto il Partito Popolare soprattutto per adottare misure importanti in maniera agile”.

 

Ma qual è realmente il piano del futuro governo sull’energia? Nel programma elettorale il PP si limita a dichiarare: “promuoveremo un quadro regolatore  che faciliti la riduzione dei costi, l’eliminazione del deficit tariffario e la sostenibilità economica del sistema energetico”. Nessun dettaglio, insomma. Secondo il quotidiano Expansión l’idea è di introdurre una nuova tassa o canone per le imprese al fine di ottenere i cosiddetti windfall profits, benefici sopraggiunti da destinare alle energie elettriche grazie all’ammortamento di centrali nucleari e idrauliche.

 

In questo modo le famiglie non subiranno un colpo troppo forte alle loro finanze e lo Stato potrà ugualmente coprire alcuni costi in modo da ridurre i deficit di tariffa e permettere nuovi incentivi alle energie rinnovabili che attualmente ricoprono già un ruolo importante nella distribuzione dell’energia elettrica.

 

Anche secondo il quotidiano El Mundo con il nuovo governo migliorano le prospettive per le rinnovabili, soprattutto per il fotovoltaico. In passato l’industria fotovoltaica aveva ricevuto grandi speranze prevedendo investizioni milionarie, i prezzi del mercato invece sono in molti casi precipitati anche a causa dell’enorme concorrenza delle esportazioni dell’industria fotovoltaica cinese, imbattibile sul mercato per molte delle imprese che sono nate sperando nelle promesse annunciate di sviluppo del settore.

 

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