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La crisi finanziaria mette a rischio le prospettive climatiche mondiali

La spesa per affrontare il cambiamento climatico sarà probabilmente di 22 miliardi di dollari nei prossimi anni. Dato che i tagli coinvolgono molti paesi europei, uno studio finanziario ha previsto che si taglieranno almeno 45 miliardi se la crisi dell’euro si intensificherà ancora.

 

Nel frattempo, un sempre più ampio divario sta crescendo tra ciò che i paesi più poveri devono adattare ai cambiamenti climatici e la quantità di aiuti finanziari che i paesi ricchi stanno dando loro.

 

Queste valutazioni sono state consegnate in un rapporto che verrà presentato nel prossimo summit annuale delle Nazioni Unite sul clima globale, che si svolge a Durban, in Sud Africa, questo 28 novembre. I consulenti della Ernst & Young prevedono che saranno i paesi europei a subire il peso maggiore delle riduzioni di spesa, ma che tagli di notevoli dimensioni riguarderanno anche Stati Uniti e Giappone.

 

Tra le dieci economie prese in considerazione la più colpita a breve termine si prevede che sia la Spagna, dove le misure di austerità più dure potrebbero indurre il governo a spendere 5 miliardi di dollari in meno per il cambiamento climatico tra il 2011 e il 2015.

 

Le prime stime per quantificare le misure di austerità che verranno adottate in Europa lasciano immaginare che ci sarà un cambiamento di regime rispetto alle politiche climatiche. Misure come sussidi verdi, politiche sulle energie rinnovabili, tecnologie pulite e protezione dell’ambiente potrebbero scendere in basso nella lista delle priorità.

 

Il rapporto Ernst & Young arriva tra timori diffusi per quello che il summit di Durban significherà per il Protocollo di Kyoto, l’unico trattato giuridicamente vincolante sul clima globale. Il protocollo, lo ricordiamo, impegna i paesi a ridurre le emissioni di gas a effetto serra fino alla fine del prossimo anno e, finora, gli sforzi per concordare un secondo round di tagli hanno fallito tra amari disaccordi tra paesi ricchi e poveri su come condividere l’onere delle riduzioni.

 

Il vertice sul clima avverrà in condizioni che “non potrebbe essere più difficili”, ha detto Juan Costa  Climent, responsabile del cambiamento climatico globale e servizi di sostenibilità alla Ernst & Young, a suo avviso “I politici si recheranno a Durban sotto la tempesta dell’austerità fiscale, sotto l’attenzione mondiale per la tutela degli interessi nazionali e un diffuso scetticismo per la possibilità di trovare un successore giuridicamente vincolante al Protocollo di Kyoto”.

 

(Fonte: Financial Times, 17 novembre 2011)

 

Energia solare nel Regno Unito

Nel Regno Unito gli incentivi alle energie rinnovabili sono disciplinati da una combinazione tra incentivi a tariffa fissa di accumulo di energia (Feed-in Tariff) e da ordinamenti che stabiliscono le quote di energia rinnovabile prodotta tramite certificati verdi.

Per incentivare anche i piccoli impianti è stato introdotto nel 2010 un modello Feed-in, il coseddetto Feed-in Tariff Order, che garantisce a tutti gli impianti con una potenza fino a 50 MWp di ricevere una retribuzione a tariffa fissa per ogni kilowattora di elettricità immessa. Le tariffe vengono stabilite e modificate annualmente gestore di gas ed elettricità Ofgem.

La tariffa fissa Feed-in si applicaall’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 5 MWp per un periodo di 25 anni. Gli impianti con potenza superiore ricevono un incentivo sotto forma di quote, quelli con una potenza compresa tra 50 kWp e 50MWp possono scegliere tra entrambe le possibilità di incentivo.

Il modello delle quote (Renewable Obligation Order) si presenta sotto forma di commercio di certificati verdi che sono stati introdotti in Gran Bretagna nel 2002. La legge che regola i certificati obbliga il fornitore di energia elettrica a distribuire una quantità fissa di elettricità da fonti di energie rinnovabili. Per raggiungere la quota di energia „verde“ stabilita per legge, i fornitori di elettricità devono comprare una quantità fissa per legge di certificati verdi corrispondenti all’energia rinnovabile acquistata e mostrarli all’autorità competente (Ofgem). Se la quantità di energia verde prevista non viene raggiunta i distributori di energia sono sottoposti a sanzioni per ogni kilowattora non fornito. Perché una retribuzione sia garantita, gli impianti solari fotovoltaici devono aver ricevuto un’idoneità dall’Ofgem. Il procedimento per ottenerla varia a seconda della grandezza e della tipologia di energia prodotta.

Alla fine di ottobre 2011 il ministro dell’energia Gregory Barker ha espresso la sua intenzione di ridurre della metà le tariffe Feed-in. Si prevede che le nuove tariffe entrino in vigore dal 1. Aprile 2012. Barker considera questa riduzione necessaria per far fronte alla crescita enorme del numero di impianti installati nei mesi prima di ottobre 2011 e alla diminuzione del quasi 30% del prezzo degli impianti fotovoltaici (vedi: Articolo DECC).

Nella tabella seguente si possono leggere a confronto le tariffe in vigore da giugno 2011 e le tariffe future.

Potenza in kWp Tariffe attuali Nuove tariffe proposte
< 4 kWp (su nuovi edifici) 37,8 p/kWh (corrisp. a circa 0,44€) 21,0 p/kWh (corrisp. a circa 0,24€)
< 4 kWp (su edifici ristrutturati) 43,3 p/kWh (corrisp. a circa 0,51€) 21,0 p/kWh (corrisp. a circa 0,24€)
> 4 – 10 kWp 37,8 p/kWh (corrisp. a circa 0,44€) 16,8 p/kWh (corrisp. a circa 0,20€)
> 10 – 50 kWp 32,9 p/kWh (corrisp. a circa 0,38€) 15,2 p/kWh (corrisp. a circa 0,17€)
> 50 – 100 kWp 19,0 p/kWh (corrisp. a circa 0,22€) 12,9 p/kWh (corrisp. a circa 0,15€)
> 100 – 150 kWp 19,0 p/kWh (corrisp. a circa 0,22€) 12,9 p/kWh (corrisp. a circa 0,15€)
> 150 – 250 kWp 15,0 p/kWh (corrisp. a circa 0,17€) 12,9 p/kWh (corrisp. a circa 0,15€)
> 250 kWp – 5 MWp 8,5 p/kWh (corrisp. a circa 0,10€) 8,5 p/kWh (corrisp. a circa 0,10€)

Fonte: Feed-in Tariffs UK

Energia solare in Austria

Nel 2002 in Austria è stato varato l’Ökostromgesetz che regola gli incentivi all’elettricità prodotta da fonti di energia rinnovabili. Dopo alcune variazioni il testo ultimo della legge è l’Ökostromgesetz 2012, in vigore dal 7 luglio 2011.

Per il settore del fotovoltaico la legge garantisce l’elargizione di tariffe fisse per la produzione di elettricità da fonte solare per un periodo di 13 anni. L‘esatto importo degli incentivi varia a seconda della grandezza dell’impianto e tipo di installazione. Gli impianti si distinguono in due gruppi: quelli sugli edifici e quelli su pareti d’isolamento acustico o impianti su terreni. I proprietari di impianti con un intervallo di potenza tra 5 kWp a 500 kWp hanno il diritto a firmare un contratto con l’acquirente statale di elettricità (Ökostromabwicklungsstelle – OeMAG) che garantisce tariffe fisse per chilowattora. Questo rivende l’elettricità ai fornitori di energetici, i quali devono comprare l’elettricità a un prezzo stabilito per legge al di sopra del prezzo di mercato dell’elettricità tradizionale.

In Austria è previsto un limite massimo di incentivo. Nel 2011 era di 2,1 milioni di euro, con la nuova versione della legge è stato fissato a 8 milioni. Per l’erogazione degli incentivi vale il detto “chi primo arriva, meglio alloggia“, ciò significa che prima viene fatta richiesta, più probabile è ricevere per tempo l’erogazione dell’incentivo. Gli interessati a ricevere gli incentivi devono tenere in conto, infatti, che in Austria si deve essere registrati su una lista d‘attesa che può arrivare fino al 2025. Per sfoltire questa lista, la legge del 2012 prevede una classificazione delle tariffe incentivanti a seconda degli anni. Le tariffe dell’anno in cui è stata fatta domanda di incentivo si trova nella lista dell’OeMAG.

La tabella seguente mostra l’ammontare delle tariffe rispetto agli anni:

(Fonte: Photovoltaic Austria Federal Association)

La riduzione massima delle tariffe per impianti che sono stati messi in lista nel 2015 oscilla tra il 22,5% e il 17,5%.
Per la soppressione della lista d‘attesa è previsto un budget di 28 milioni di euro.

Il fotovoltaico in comodato d’uso: affitti il tetto e utilizzi l’energia

In un articolo del Corriere della Sera apparso il 14 novembre 2011 si legge un’intervista a Francesco Zorgno, amministratore delegato di Enfinity Italia, che spiega come la sua azienda sia sempre più interessata all’acquisto di superfici disponibili su cui costruire impianti solari fotovoltaici. L’azienda che realizzi a proprie spese l’impianto fotovoltaico dietro il corrispettivo di un canone, a suo avviso, conviene. Per questo Enfinity ha avviato il progetto Roof It. Zorgno porta numeri concreti: “Facciamo un esempio: un capannone di 15 mila metri quadrati, con orientamento ottimale, se dato in affitto per collocare i pannelli, può fruttare 200 mila euro. Non all’anno, ma in un’unica soluzione. Nell’Italia meridionale la stessa metratura può valere il doppio”. Zorgno aggiunge: “Questo schema, avviato già sei anni fa in Belgio e in Olanda, ma ormai collaudato in tutto il mondo, dal Canada all’India e anche all’Italia, è una sorta di affitto delle superfici. Infatti paghiamo un corrispettivo ai proprietari, in denaro o in energia. O rimettendo a posto il tetto, dipende dalla soluzione che il cliente sceglie. La parte interessante dello schema è che il pagamento avviene il primo anno”. Il valore di un immobile insomma, grazie alle reti intelligenti di produzione energetica (le smart grids), varia anche a seconda che l’immobile produca o no energia.

 

Anche Riccardo Bani, direttore generale di Sorgenia, ha sperimentato, grazie al progetto SoleMio, i vantaggi sia per il proprietario che per l’affituario dell’utilizzo di superfici per la produzione di energia da fonte fotovoltaica: “Pensiamo a tutto noi, dall’installazione alla manutenzione, e questo impianto, che va ad aumentare il valore dell’immobile, è riscattabile in qualsiasi momento”. Bani aggiunge che la sua ditta non offre finanziamenti, “ma a chi ci ospita sul tetto oltre ai pannelli diamo energia gratis: il cliente diventa produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili, e arriva a risparmiare dal 30% al 50% dei costi rispetto alla vecchia bolletta. Chiediamo solo che il tetto non sia obsoleto”.

 

Secondo le stime del Gse, il gestore dei servizi energetici: “Un impianto fotovoltaico da 3 kilowatt – il consumo medio di una famiglia – oggi ha un costo di circa 10 mila euro. In sei-sette anni si arriva al break-even e si ammortizza la spesa. L’energia può essere ceduta al finanziatore o al gestore e, anche se l’impianto tipo è da 3 kW, in presenza di capannoni o terrazzi è possibile pensare a impianti più potenti che producano 100 kW: i finanziamenti si trovano, e il surplus va in rete. In genere sono le banche a finanziare gli utenti attraverso gli operatori ma le formule della cessione di credito, come si chiama la cessione di energia che permette l’incentivo, possono essere studiate dagli operatori stessi”.

 

Enfinity vuole ora ampliare la quantità di superfici in affitto e raggiungere anche le superfici domestiche, perché la scommessa è quella di produrre sempre più energia grazie al sole: “Nel Nord Europa sono i clienti che vengono a cercare noi, mentre in Italia pochi sono consapevoli del funzionamento di questo sistema. Alcuni imprenditori lo capiscono, e ci chiedono di fare l’impianto”, conclude Zorgno. “Tra le tre opzioni offerte, cioè energia, soldi o tetto rifatto, di solito viene scelta la seconda. In qualsiasi caso, comunque, sono in due a guadagnare: chi affitta lo spazio e chi produce megawatt”.

 

Sullo stesso tema si può leggere anche l’articolo: “Perché mettere a disposizione superfici per la costruzione di un impianto fotovoltaico”.

 

Energia solare in Portogallo

In Portogallo è uno dei paesi d’Europa con le migliori condizioni geografiche per l’utilizzo di fonti solari. Il Paese dispone infatti di un numero medio di ore di sole variabile tra le 2200 e le 3000 sul continente e tra le 1700 e le 2200 rispettivamente sull’arcipelago degli Azores e di Madeira. La media annuale di irraggiamento del suolo è di 1,5MWh/kW all’anno.

Nonostante la posizione geografica estremamente favorevole, il mercato fotovoltaico nel Paese è rimasto per anni relativamente indietro. La potenza cumulata è appena sotto i 130 MWp e nel 2010 erano stati installati appena 16MWp, installazioni queste, che erano compimenti di progetti avviati nel 2009 (fonte: EPIA).

La nuova legislazione in vigore da ottobre 2010 per piccoli impianti e da marzo per impianti di grandezza media offre però nuove possibilità per il settore. Sono state introdotte infatti delle tariffe incentivanti (Tarifas feed-in) per la durata di 15 anni con una riduzione fissa del 7% ogni anno. La tariffa incentivante è calcolata grazie a una formula che si basa su fattori come potenza e energia prodotta. Le formule con le rispettive possibilità di pagamento per I diversi tipi di impianti sono state riviste e sono regolamentate dal DL 225/2007.

La legge DL 225/2007 prevedeva le seguenti tariffe (fonte: evaluation 2009):

  • 0,447€/kWh per impianti FV con potenza minore a 5kWp
  • 0,317€/kWh per grandi impianti
  • Tariffa speciale per impianti integrati: 0,469€/kWh per piccoli impianti e 0,354€/kWh per gli impianti sopra i 5kWp

La legge distingue due regimi di produzione:

  • regime generale: applicabile ad ogni tipo di fonte di micro-produzione e limitato a 5.75kWp di potenza (la tariffa feed-in è definita annualmente dal regolatore nazionale di energia)
  • regime speciale: applicabile esclusivamente a fonti rinnovabili: solare FV, eolico, idreoelettrico, biomasse, limitato a 3.68kWp di potenza

Al fine di limitare la crescita esponenziale del settore in futuro, è previsto un sistema di tetti multipli di 20 MWp all’anno per piccoli impianti, e di 50MWp per gli impianti medio-grandi. Il DL 34/2011 stabilisce regole precise riguardo alla produzione di elettricità da parte di piccoli impianti i quali non devono avere una produzione di energia non superiore a 250 kW (fonte: res-legal.de). La potenza installata per I piccoli impianti è limitata al 50% della quantità di consumo definita nel contratto della vendita di elettricità (art. 3, DL 34/2011).

Per integrare il fotovoltaico nella rete tradizionale, il governo sta adottando anche una politica di incentivazione delle aste pubbliche. A novembre 2010 è stata indetta un’asta per finanziare fino a 75 impianti per una potenza di 2 MWp ciascuno e 5 impianti solari a concentrazione di 1 MWp capaci di produrre una capacità di 155 MWp. L’azienda che fa l’offerta migliore si accorda con il governo o con un ente pubblico sul prezzo per installare l’impianto. Nel 2013 potrebbe essere indetta una nuova asta, ma non è stata ancora stabilita la data. (fonte: EPIA).

L’ energia solare ha un enorme potenziale di crescita nel prossimo decennio anche in Portogallo, il ministero dell’economia portoghese si è prefissato un obiettivo di 1.500 MWp di potenza installata per il 2020.

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