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Perché vendere un impianto fotovoltaico già in funzione?

Quando decidiamo di acquistare un impianto fotovoltaico ci assicuriamo un investimento della durata di almeno 20 anni. In questo lungo periodo può succedere di dover vendere il proprio impianto perché le nostre condizioni di vita sono cambiate. Nel caso, ad esempio, di un trasloco o di una separazione, oppure semplicemente se ci si offrono altre possibilità di investimento, può presentarsi la necessità di mettere sul mercato il proprio pannello solare nel modo più produttivo.

 

Come nel caso di altri beni immobili anche un impianto fotovoltaico è un bene che non ha sostanziali oscillamenti di mercato; la sua durata è notevolmente lunga (in media 25 anni) e il suo rendimento (se sottoposto ogni anno a manutenzione) quasi invariato nel tempo. Proprio per la sua efficacia e redditività – il pannello solare fotovoltaico è legato al Conto Energia vigente nell’anno in cui è stato connesso alla rete – non è un problema trovare potenziali acquirenti che siano disposti a pagare una cifra non troppo minore a quella del primo acquisto.

 

Le condizioni attuali sembrano essere vantaggiose per che vuole vendere il proprio impianto visto che il mercato italiano ed europeo del fotovoltaico sta avendo proprio in questi anni un boom di crescita. Per il 2015 si prevede che l’Italia avrà enormemente incrementato il suo quantitativo di investimenti (a fronte dei 200.000 impianti fotovoltaici oggi, si prevede che entro il 2017 in Italia ne verranno installati un milione), si stima infatti che a partire dal 2016-2017 il fotovoltaico non avrà più bisogno di incentivi perché si raggiungerà la grid parity e cioè la competitività della tecnologia fotovoltaica con quella tradizionale.

 

Affittare superfici per la costruzione di un impianto fotovoltaico?

Con la crescita del settore alcuni proprietari di terreni, o di grandi spazi su edifici, si chiedono se convenga cedere il diritto di superficie per la costruzione o l’installazione di impianti solari fotovoltaici.

 

Gli interlocutori del proprietario in questo caso potrebbero essere piccole o grandi aziende. Queste infatti solitamente preferiscono fare un investimento che non presupponga l’acquisto di capitali mobili, cioè la presenza di un grande capitale iniziale.

 

Così molto spesso negli ultimi tempi ditte e società specializzate, a fronte di un affitto si interessano all’utilizzo di terreni o tetti dove installare i loro impianti. Altre aziende propongono al proprietario del terreno una divisione dei profitti derivanti dalla vendita dell’energia prodotta dai pannelli solari istallati e immessa nella rete. Per il proprietario la cessione del diritto di superficie del terreno può rivelarsi un ottimo investimento perché:

      • Il contratto viene stipulato per un periodo predeterminato superiore a 20 anni.
      • Le spese e le pratiche burocratiche necessarie per l’installazione e l’avviamento dell’impianto (documentazione, messa in regola, recinzione, montaggio ricezione degli incentivi statali) sono completamente a carico dell’azienda installatrice.
      • L’impianto viene assicurato per tutta la durata dell’affitto.
      • La cifra che molte aziende sono disposte a pagare per ettaro è notevole, questo aumenta ancora se si considera poi l’aumento Istat.

L’affittuario poi si impegna a contratto scaduto a lasciare il terreno nelle condizioni in cui lo aveva trovato al momento dell’installazione. Per la cura e manutenzione del terreno e dei pannelli o il proprietario riceve una quota fissa, oppure l’azienda stessa si carica di questa spesa.

 

La decisione riguardo all’ottimalità del terreno da affittare deve essere altresì calcolata in base all’esistenza sul sito d’installazione dei seguenti requisiti:

      • Disponibilità di spazio a sufficienza per installare i moduli
      • Corretta esposizione/inclinazione della superficie dei moduli
      • Esposizione a sud, sud-est o sud-ovest
      • Assenza di ostacoli in grado di creare ombreggiamento

Dopo un periodo che va dai 5 ai 10 anni l’investimento iniziale viene ammortato. La produzione di energia copre i costi dei pannelli e la spesa per la corrente è minima o uguale a zero. Con la nuova legge sul Conto Energia, infatti, il titolare dell’impianto si avvale dell’incentivo statale per 20 anni e potrà decidere se vendere l’energia in eccesso al distributore (se ha optato per la “cessione in rete”) o continuare ad azzerare la bolletta immagazzinando l’energia in eccesso (se ha scelto lo “scambio sul posto”).

 

Su questo tema si può leggere anche l’articolo “Il fotovoltaico in comodato d’uso: affitti il tetto e utilizzi l’energia”.

 

Perché investire in un impianto fotovoltaico già funzionante

Per chi si chiede se sia conveniente investire in un impianto fotovoltaico già funzionante la risposta non può che essere affermativa: l’acquisto di pannelli solari fotovoltaici già esistenti dà chiare garanzie.

 

Innanzitutto un impianto che è già connesso alla rete o che è quasi pronto all’avviamento risparmia all’investitore tutte le procedure burocratiche precedenti all’utilizzo. Permesso di costruire, piano architettonico per installazione sul tetto, controllo e via libera dell’ENEL sono già stati eseguiti.

 

In secondo luogo, può sembrare strano, ma molto spesso l’investimento risulta vantaggioso proprio perché il pannello solare ha già qualche anno. Come per molti altri dispositivi anche per gli impianti fotovoltaici i primi anni sono potenzialmente i più insicuri. Potrebbero esserci infatti degli inaspettati difetti di fabbrica che potrebbero inficiarne il funzionamento. Se invece l’impianto è già collaudato, dopo qualche anno si ha la sicurezza che ormai questo funzioni senza intoppi.

 

Non bisogna dimenticare infatti che un modulo fotovoltaico è realizzato per essere duraturo negli anni. Il fotovoltaico nasce e viene tuttora utilizzato per fornire energia ai satelliti in orbita attorno alla Terra. Proprio perché nello spazio, interventi di manutenzione sono quasi impossibili, la tecnologia fotovoltaica è stata creata per essere altamente affidabile. I pannelli solari attualmente in commercio hanno una vita media di 25 anni e con la giusta gestione e manutenzione la loro efficienza si mantiene pressoché inalterata nel tempo.

 

Da un punto di vista economico uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione nella scelta dell’impianto solare fotovoltaico già in funzione è la rendita negli anni, compatibilmente agli incentivi statali. La rendita di un impianto fotovoltaico dipende anche dal momento in cui è stato allacciato alla rete e quindi dagli incentivi previsti dal Conto Energia di quell’anno. Visto che gli incentivi statali diminuiscono con il passare degli anni, se si acquista ora un impianto del 2009 si ricaveranno da questo gli incentivi di quell’anno, poiché le tariffe regolamentate dal Conto Energia sono fisse per 20 anni dal momento dell’allacciamento alla rete.

 

Per calcolare la rendita di un impianto fotovoltaico in base all’anno di allacciamento alla rete e al numero di KWp prodotti rimando all’approfondimento sugli incentivi per il fotovoltaico in vigore in Italia (Quarto Conto Energia).

 

Energia solare in Italia – Quarto Conto Energia

In data 5 maggio 2011 è stato pubblicato dal Consiglio dei Ministri Il testo definitivo del decreto sul quarto Conto Energia, firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

I benefici offerti dal decreto mitigano le insoddisfazioni che avevano contraddistinto l’attesa di questo documento, aprendo una chiara e vantaggiosa possibilità di rendita per i potenziali investitori in un settore così proficuo. Grazie alla razionalizzazione e ad una progressiva riduzione delle tariffe, gli investitori, sia privati che imprese, vedono profilarsi con maggiore efficacia la riduzione dell’onere a proprio carico. Il quarto Conto Energia infatti pone le basi per lo sviluppo di medio-lungo periodo del settore, mettendo le basi per il raggiungimento dell’autosufficienza economica.

In generale il Conto Energia funziona come ogni altra Feed-in Tariff e regola perciò gli incentivi in base alla quantità di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico. Ciò avviene tramite l’erogazione di un importo fisso per ogni kilowattora (KWh) prodotto. Viene predisposto a questo scopo un contatore che conteggia l’esatta quantità di energia prodotta. Questa, oltre che essere utilizzata per l’autoconsumo, può essere anche immessa nella rete tradizionale.

Il risparmio sulla bolletta deriva dal fatto che l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e consumata direttamente costituisce un mancato prelievo dalla rete di distribuzione, e quindi logicamente non deve essere pagata dall’utente.

L’erogazione degli incentivi è invariabile e garantita per un periodo di 20 anni.

Tipologia di impianti e tetti massimi di spesa e di potenza installata

Più nel dettaglio il quarto Conto Energia riguarda “gli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio dopo il 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23.000 MWp, corrispondente ad un costo indicativo annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro” (Art. 1). Ne possono beneficiare tutti i soggetti detentori di impianti fotovoltaici della potenza di almeno 1 KWp.”

“I grandi impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011 accedono direttamente alle tariffe incentivanti, previa comunicazione al GSE dell’entrata in esercizio. Invece, i grandi impianti che entrano in esercizio dopo il 31 agosto 2011 e fino a tutto il 2012, per accedere alle tariffe incentivanti, devono essere iscritti nell’apposito registro informatico gestito dal GSE, in una posizione tale da rientrare nei limiti di costo definiti per ciascun periodo” (Art. 6, 2).

Per gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni (impianti fino a 1000 kWp realizzati su edifici, oppure fino a 200 kWp con modalità di scambio sul posto) non è previsto alcun tetto di spesa fino a fine 2012. Per i grandi impianti sono previsti tetti di spesa semestrali fino al 2012.

Modalità di ottenimento degli incentivi e premi

La richiesta e l’erogazione dell’incentivo deve pervenire al GSE e deve avvenire entro 15 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto. I gestori di rete hanno l’obbligo di collegare gli impianti alla rete elettrica nei termini stabiliti dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Dopo aver fatto le opportune verifiche, il GSE elargisce gli incentivi entro e non oltre 120 giorni dal ricevimento della richiesta.

Inoltre è previsto un premio di 0,05€/kWh per le installazioni che prevedono la rimozione del tetto in amianto, la costruzione di impianti in zone industriali, miniere, cave o discariche esaurite. Un premio del 10% sulla tariffa incentivante è destinato a chi installa pannelli fotovoltaici di provenienza italiana o europea (vedi: Art.14).

Il decreto non subirà variazioni. Lo dice il sottosegretario allo sviluppo Stefano Saglia, giacché grazie al decreto sugli incentivi sono stati installati in Italia 2500 MWp in più. Il GSE comunica (stato: ottobre 2011) che con il Quarto Conto sono stati installati 43000 impianti per oltre 1 miliardo di spesa. Cifre queste che denotano la capacità e la volontà dell’Italia di diventare presto la prima potenza nel settore, come risulta anche dalle previsioni che la vogliono prima alla Germania (attualmente indiscussa leader del settore) già nel 2012.

Ecco schematicamente le tariffe degli incentivi fino al 2013 a seconda del tipo di impianto:


TARIFFA CORRISPONDENTE

Intervallo di potenza A) B) C)

Impianti in funzione

dopo il 31.12.2010 e prima del 30.04.2011

Impianti in funzione

dopo il 30.04.2011 e prima del 31.08.2011

Impianti in funzione

dopo il 31.08.2011 e prima del 31.12.2011

Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti
[kW] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh]
1<P<3 0,402 0,362 0,391 0,347 0,380 0,333
3<P<20 0,377 0,339 0,360 0,322 0,342 0,304
20<P<200 0,358 0,321 0,341 0,303 0,323 0,285
0,000 0,355 0,314 0,335 0,309 0,314 0,266
1000<P<5000 0,351 0,313 0,327 0,289 0,302 0,264
P>5000 0,333 0,297 0,311 0,275 0,287 0,251

Tariffe in vigore da giugno 2011 fino ad agosto 2011

Giugno Luglio Agosto
Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Impianti su edifici Impianti su edifici Altri impianti
[€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh]
1<P<3 0,387 0,344 0,379 0,337 0,368 0,327
3<P<20 0,356 0,319 0,349 0,312 0,339 0,303
20<P<200 0,338 0,306 0,331 0,300 0,321 0,291
0,000 0,325 0,291 0,315 0,276 0,303 0,263
1000<P<5000 0,314 0,277 0,298 0,264 0,280 0,250
P>5000 0,299 0,264 0,284 0,251 0,269 0,238

Tariffe in vigore da settembre 2011 a dicembre 2011

Settembre Ottobre Novembre Dicembre
Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti
[€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh]
1<P<3 0,361 0,316 0,345 0,302 0,230 0,28 0,298 0,261
3<P<20 0,325 0,289 0,310 0,276 0,288 0,256 0,268 0,238
20<P<200 0,307 0,271 0,293 0,258 0,272 0,240 0,253 0,224
0,000 0,298 0,245 0,285 0,233 0,265 0,210 0,246 0,189
1000<P<5000 0,278 0,243 0,256 0,223 0,233 0,201 0,212 0,181
P>5000 0,264 0,231 0,243 0,212 0,221 0,191 0,199 0,172

Tariffe per l’anno 2012

1. semestre 2012 2. semestre 2012
Impianti su edifici Altri impianti Impianti su edifici Altri impianti
[€/kWh] [€/kWh] [€/kWh] [€/kWh]
0,000 0,274 0,240 0,252 0,221
3<P<20 0,247 0,219 0,227 0,202
20<P<200 0,233 0,206 0,214 0,189
0,000 0,224 0,172 0,202 0,155
1000<P<5000 0,182 0,156 0,164 0,140
P>5000 0,171 0,148 0,154 0,133

Tariffe per l’anno 2013

Impianti su edifici Altri impianti fotovoltaici

Tariffa omnicomprensiva

Tariffa-premio autoconsumo

Tariffa omnicomprensiva

Tariffa-premio autoconsumo

1<P<3 0,375 0,230 0,346 0,201
3<P<20 0,352 0,207 0,329 0,184
20<P<200 0,299 0,195 0,276 0,172
0,000 0,281 0,183 0,239 0,141
1000<P<5000 0,227 0,149 0,205 0,127
P>5000 0,218 0,140 0,199 0,121

Qui il testo completo del decreto IV conto energia 2011.

Investire nel fotovoltaico in Italia


Il
fotovoltaico in Italia sta sperimentando una crescita continua. Anche se l’Italia ha cominciato relativamente tardi a sfruttare il suo enorme potenziale, gli obiettivi statali prefissati a maggio con il IV Conto Energia e le previsioni di investimento per i prossimi anni sono molto favorevoli per il settore.

Dopo la Germania l’Italia è ad oggi è la seconda potenza europea nel campo del fotovoltaico. Secondo il Global market outlook for photovoltaics until 2015 (EPIA) a fine 2010 nella Penisola erano stati connessi alla rete all’incirca 2,3 GWp a fronte dei 13 GWp dell’intera Unione europea. Secondo l’Ufficio Studi del GSE entro la fine del 2011 l’Italia raggiungerà un livello di potenza di 12 GWp con un numero di impianti che toccherà le 300.000 unità. È da prevedere che entro fine 2011 l’Italia divenga il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica installata. Federico Frattini,  ricercatore presso il Politecnico di Milano e membro di Energy & Strategy Group, ha sostenuto durante la conferenza The Solar Future che una tale crescita è destinata ancora ad aumentare: “Il nostro Paese continuerà a sperimentare tassi di crescita piuttosto consistenti, con una nuova potenza installata di circa 2-2,5 GWp nel 2012 e 2013 e di circa 1,5 GWp nel 2014, per una potenza cumulata intorno ai 17 GWp a quella data”.

Conviene investire nel settore fotovoltaico in Italia?

Alcuni si pongono quest’interrogativo, anche considerando l’incertezza economica degli ultimi tempi che ha reso instabili quelle forme di capitale che un tempo davano buone rendite come i titoli, azioni o altri investimenti di tipo finanziario. Dell’energia fotovoltaica si può dire con innanzitutto che indipendentemente dalla congiuntura economica, che è variabile, questa dispone della sicurezza che dà la disponibilità diretta della fonte primaria, il sole, che non è soggetta a crisi economiche.

Dal punto di vista delle politiche governative in Italia, come già accennato sopra, sono in atto incentivi statali per la produzione elettrica tramite modulo fotovoltaico regolamentati dal quarto Conto Energia (relativo al periodo 2011-2016), gestiti dal GSE (Gestore Servizio Elettrico). In sostanza l’elettricità generata dall’impianto fotovoltaico dà diritto a un incentivo su ogni kWh prodotto che viene erogato per 20 anni dal momento in cui l’impianto viene messo in esercizio. Con apparati speciali (inverter) si può immettere l’energia non solo in ambito domestico come unici utenti, ma anche direttamente nella rete di distribuzione vendendola a prezzi stabili, sovvenzionati dallo Stato. In tal modo il proprietario dell’impianto fotovoltaico percepisce mensilmente una somma costante.

Un’altra modalità di incentivo è lo scambio sul posto, possibile per impianti fino a 200 kWp. In questo caso la rete elettrica funziona come una sorta di accumulatore: l’energia in eccesso non utilizzata dal singolo viene immessa in rete, per poi prelevarla in un secondo momento per soddisfare i propri consumi.

Naturalmente il ricavo varia a seconda del tipo di montaggio e di pannello. Ci sono notevoli differenze tra montaggio a integrazione su tetto, integrazione in facciata, o impianto su terra, e tutto questo dipende a sua volta dalla grandezza dell’impianto. Se però il progetto è ben concepito, si calcola tempi di recupero dell’investimento inferiori ai dieci anni. Un impianto di medie dimensioni installato in Italia settentrionale, ad esempio, dà i suoi frutti già dopo 7-8 anni e lascia in ogni caso un saldo positivo.

Anche se è necessario analizzare ogni scelta nel suo caso specifico l’investimento nel fotovoltaico risulta in pratica conveniente sia per investitori privati che per le imprese. Se i parametri di costruzione e di utilizzo vengono calcolati e realizzati in maniera corretta, la redita di un capitale fotovoltaico diventa considerevole e le rendite si calcolano in Italia mediamente tra il 9 – 15 %.

Per quanto riguarda la prestazione negli anni di un impianto fotovoltaico è da considerare che la produzione di energia non si mantiene costante negli anni. Dopo i primi 10 anni la produzione elettrica si riduce del 5-10%, però dopo 25-30 anni il pannello, sottoposto a regolare manutenzione, produce ancora l’80-85% della corrente elettrica iniziale.

In Italia inoltre, secondo uno studio del professor Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria elettrica dell’università di Padova, nel 2013 sarà raggiunta la grid parity, termine che indica l’avvenuta parità del prezzo del KWh prodotto per autoconsumo con panelli solari con quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica (ENEL).

Un altro punto importante con implicazioni non solo etiche, ma anche economiche è che l’ utilizzo del fotovoltaico non pregiudica le risorse ambientali e climatiche.

Acquistando e producendo energia con il fotovoltaico si sostiene un sistema economico (la cosiddetta green economy) che non guarda solo ai vantaggi meramente lucrativi dell’immediato, ma anche alle conseguenze che il regime di produzione in questione può avere in futuro in campo ambientale. Innanzitutto durante il suo l’utilizzo (20-30 anni) un pannello solare non implica alcun rischio climatico o conseguenza negativa per la salute; l’energia solare infatti, a differenza delle fonti di energia tradizionali, è contraddistinta dalla totale assenza di emissioni inquinanti.

Le più grandi implicazioni ambientali nella “vita” di un impianto fotovoltaico concernono il suo smaltimento finale. Dato però che il boom della crescita del settore sta avvenendo in questi anni, si auspica che le aziende avranno un interesse diretto nel prossimo futuro a produrre pannelli solari con maggiore cura nel recupero dei materiali. Si potrebbero ad esempio mettere a disposizione incentivi per le case costruttrici di moduli fotovoltaici perché affinino ulteriormente le tecniche di costruzione in vista del successivo riciclaggio dei moduli.

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