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Google abbandona il progetto “Energia rinnovabile”

Google abbandona l’iniziativa Renewable Energy Cheaper than Coal (“Energia rinnovabile più economica del carbone” conosciuta anche con la sigla RE) cominciata nel 2007. Il fine dell’iniziativa era quello di abbassare i costi delle rinnovabili, incentivare lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica e renderla quindi più economica e più accessibile a tutti.

 

L’annuncio della decisione di abbandonare è stato dato sul blog ufficiale di google. Il gigante del web ha dovuto rinunciare, oltre a questo, anche ad altri sette progetti, compreso quello per lo sviluppo di una nuova enciclopedia online (che si sarebbe dovuta chiamare Knol) elaborata sul modello di Wikipedia.

 

Nel comunicato si elencano i traguardi raggiunti finora da nel settore delle rinnovabili e gli investimenti fatti in aziende con tecnologie all’avanguardia. Vengono citati per il fotovoltaico Brightsource Energy  ed eSolar .

 

Questa decisione arriva in un momento in cui google si trova a dover fare i conti con la forte concorrenza di Apple e Facebook: ”Siamo in procinto di arrestare un certo numero di progetti che non hanno avuto l’impatto che speravamo”, si legge sul blog, “Altre società sono meglio posizionate sul mercato per approfondire le ricerche in materia di rinnovabili e svilupparle”.  E ancora: “Anche per quanto riguarda la ricerca nel settore delle energie rinnovabili non siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati inizialmente, pur continuando a voler investire in questo settore così strategico per il futuro dell’economica globale e del pianeta”.

 

Nel comunicato si specifica che google continuerà a sostenere le energie rinnovabili. Il colosso ha infatti intenzione di investire ancora 850 milioni di dollari per il sostegno delle energie pulite e in generale nella ricerca di tecnologie per abbassare i consumi e ridurre gli inquinanti nell’atmosfera. Google si prefigge ad esempio di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale dei suoi centri elaborazione dati e dei suoi impianti in tutto il mondo.

 

Energie senza bugie – costi e benefici delle fonti rinnovabili

Il dossier “Energie senza bugie: costi e benefici delle rinnovabili” è un documento realizzato dall’associazione APER e pubblicato nel novembre 2011. Lo studio è volto a sensibilizzare i consumatori sul reale ruolo che le energie rinnovabili hanno sul mercato. Al settore delle rinnovabili, infatti, si guarda a volte infondatamente con scetticismo. Il dossier analizza gli incentivi per chi fornisce energia elettrica da fonti rinnovabili e l’impatto economico e sociale che avrà il raggiungimento degli obiettivi europei fissati per il 2020.

 

A sostegno di questo voluminoso e dettagliato documento per gli addetti ai lavori, APER ha anche messo a disposizione un pieghevole, agile e comprensibile a tutti, che riporta i fatti e i numeri dell’industria delle rinnovabili. In otto punti si chiariscono i costi che il raggiungimento degli obiettivi ambientali comporterà per gli italiani; si fanno utili paralleli tra l’effettivo costo delle rinnovabili per lo Stato e altre spese o tasse a cui gli italiani vengono regolarmente sottoposti, ma di cui la maggior parte della gente non è a conoscenza; si chiarisce quanto è costato e ancora sta costando il mai avviato nucleare al Paese; si quantifica l’opportunità delle rinnovabili in prospettiva occupazionale e di indipendenza energetica ed economica.

 

Due documenti pratici e dettagliati che gettano luce su un settore che sta richiamando l’attenzione di tutti i mercati mondiali e nel quale si prevede verranno investiti entro il 2020 oltre 70 miliardi.

 

Nuove prospettive per le energie rinnovabili in Spagna

In Spagna si intravedono migliori prospettive per il settore delle energie rinnovabili grazie al cambio di governo avvenuto domenica 20 novembre 2011.

 

Il quotidiano Negocio riporta il parere di Eduardo Montes, presidente dell’associazione spagnola dell’industria elettrica Unesa, il quale ha suggerito al nuovo primo ministro Mariano Rajoy di mettere al primo posto della lista delle priorità del prossimo governo la riforma del settore elettrico. Montes insiste nella necessità di cambiare il recentemente approvato piano di energie rinnovabili (PER) che, a suo giudizio, contribuisce a far crescere ulteriormente i costi per le famiglie e il deficit di tariffa, la differenza cioè tra quello che paga il consumatore nella bolletta e il costo riconosciuto dalla compagnia elettrica. In Spagna infatti è stata attuata in questi anni una politica di “congelamento” della tariffa della luce schivando i costi reali dell’energia. Questo ha generato un debito statale con le imprese elettriche.

 

Unesa confida nella forza del Partito Popolare di prendere presto importanti decisioni in campo energetico grazie alla maggioranza assoluta ottenuta domenica scorsa, Montes ha affermato, infatti: “Mi sembra una cosa positiva la maggioranza che ha ottenuto il Partito Popolare soprattutto per adottare misure importanti in maniera agile”.

 

Ma qual è realmente il piano del futuro governo sull’energia? Nel programma elettorale il PP si limita a dichiarare: “promuoveremo un quadro regolatore  che faciliti la riduzione dei costi, l’eliminazione del deficit tariffario e la sostenibilità economica del sistema energetico”. Nessun dettaglio, insomma. Secondo il quotidiano Expansión l’idea è di introdurre una nuova tassa o canone per le imprese al fine di ottenere i cosiddetti windfall profits, benefici sopraggiunti da destinare alle energie elettriche grazie all’ammortamento di centrali nucleari e idrauliche.

 

In questo modo le famiglie non subiranno un colpo troppo forte alle loro finanze e lo Stato potrà ugualmente coprire alcuni costi in modo da ridurre i deficit di tariffa e permettere nuovi incentivi alle energie rinnovabili che attualmente ricoprono già un ruolo importante nella distribuzione dell’energia elettrica.

 

Anche secondo il quotidiano El Mundo con il nuovo governo migliorano le prospettive per le rinnovabili, soprattutto per il fotovoltaico. In passato l’industria fotovoltaica aveva ricevuto grandi speranze prevedendo investizioni milionarie, i prezzi del mercato invece sono in molti casi precipitati anche a causa dell’enorme concorrenza delle esportazioni dell’industria fotovoltaica cinese, imbattibile sul mercato per molte delle imprese che sono nate sperando nelle promesse annunciate di sviluppo del settore.

 

Parametri europei di incentivo per il fotovoltaico

I Feed-in tariffs sono gli incentivi su ogni KWh di elettricità generata da una fonte di energia rinnovabile. Anche se questa legge assume diversi nomi a seconda del paese europeo in cui ci si trova (in Italia abbiamo il Conto Energia), l’idea si è rivelata la leva politica più efficace per stimolare lo sviluppo di tecnologie che utilizzano fonti di energia rinnovabile e in generale per incentivare l’investimento in questo settore.

 

I Feed-in tariffs permettono di connettere le risorse di energia come il fotovoltaico con la rete di energia elettrica tradizionale e allo stesso tempo chiariscono quanto e per quanto tempo il titolare dell’impianto di energia rinnovabile verrà pagato per l’elettricità prodotta. Per molti paesi (come l’Italia) gli incentivi hanno una durata di 20 anni.

 

Austria

 

Belgio

 

Bulgaria

 

Francia

 

Germania

 

Grecia

 

Inghilterra

 

Italia

 

Portogallo

 

Repubblica Ceca

 

Romania

 

Slovacchia

 

Spagna

 

Energia solare in Slovacchia

Solo fino a qualche anno fa l’energia solare fotovoltaica in Slovacchia non svolgeva alcun ruolo significativo nell’economia del Paese. Nel 2010 d’un tratto il mercato fotovoltaico subisce una crescita notevole, più o meno costante fino al 2011. Con una potenza installata da 200 a 300 MWp ad oggi la Slovacchia si piazza tra i Paesi europei più importanti per il settore (vgl. EPIA).

L’enorme crescita del mercato è dovuta certamente all’introduzione nel 2009 di incentivi statali per energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabile. La legge 309/2009 garantisce per l’energia da fonte solare una retribuzione a tariffa fissa per kWh prodotto per un periodo di 15 anni.

Finora tutti gli impianti con una potenza fino a 125 MWp avevano diritto a usufruire delle retribuzioni Feed-in. Con il nuovo emendamento del 1 Aprile 2011, invece, l’incentivo non viene più garantito per gli impianti con un potenza sopra i 100 MWp installati dopo il 1 febbraio 2011.

Anche le tariffe hanno subito forti cambiamenti: il loro ammontare viene ora stabilito di anno in anno dall’Ufficio per la Regolamentazione delle Industrie di Rete  slovacco (URSO). Nel 2010 la tariffa prevista per kWh prodotto da energia solare era intorno ai 0,38€ . Le tariffe attuali invece sono decisamente diminuite: gli impianti fotovoltaici che sono stati allacciati alla rete tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2011 ricevono una tariffa di circa 0,259€/kWh; tutti gli impianti entrati in funzione dopo il 1 gennaio 2012 riceveranno 0,194€/kWh (fonte: nhp.de, in tedesco).

Oltre agli incentivi a tariffa Feed-in ci sono anche incentivi sui contributi. In Slovacchia viene sempre corrisposta per legge una tassa sul consumo di energia elettrica, invece l’elettricità da fonti rinnovabili non è soggetta a tassazione.

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